Recensioni

7.2

Non è la prima volta che i nomi di Ignaz Schick e Dawid Szczesny si compongono per una pubblicazione a duo. Successe già con The View Underneath, uscito per la Non Visual Objects tre anni fa. E anche Live In Geneva vive dello stesso contrasto tra l’attitudine ai suoni/rumori forniti dagli oggetti di Schick, oltranzista dell’analogico, e i droni elettronici di Szczesny.

Di fatto, il concerto cui si allude nel titolo non è così recente da giustificare una sostanziale evoluzione da quella prima esperienza: testimonia infatti una performance congiunta del novembre di tre anni fa, avvenuta appunto a Ginevra, al Cave 12/L'Ecurie. Per di più, al risultato del live non è stato applicato nessun lavoro di afterediting. Non ci sono overdubs o tagli; quello che sentiamo è l’intero act del duo tedesco/polacco. Eppure tra Ignaz e Dawid si sente una capacità notevole di creare con la propria musica lo spazio per quella altrui. Nei cinque movimenti, l’elettronica sibila e lascia che il protagonismo degli oggetti salga (Movement 2), il drone cerca armonie sostenendosi ai rumori ritmici (Movement 3), il computer allestisce l’arena cosmica per i timbri più perforanti (Movement 4).

In realtà Schick è sempre di più un nodo nella rete elettroacustica tedesca, fatto documentato dalla curatela del Echtzeitmusik Festival 2010. Dove “Echtzeitmusik” vuol dire real time music, e dunque impro. Ma è la collaborazione, la co-progettazione, la messa in sintonia tra i compositori (o improvvisatori) come fossero strumenti di una meta-composizione a diventare sempre più la chiave della scena, in Italia come negli angoli di Kreuzberg. È il metodo odierno di declinazione dell’eccellenza.

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