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6.2

Sempre più imbevuti d’America gli scozzesi Idlewild, fanno con questo Post Electric Blues un deciso salto nei lanscapes sonici d’oltreoceano, ferma restando l’irruenza intrigante e innodica che li contraddistingue. Mai come oggi sono sembrati una costola ora soffice ((The Night Will) Bring You Back to Life) e ora scoppiettante (Dreams Of Nothing) dei R.E.M., per non dire di come cavalchino la voglia di ballatone (Take Me Back to the Islands) e persino AOR in odor di power pop (Post Electric, Younger Than America).

Ma è un forzare le redini e infatti accadono strane distorsioni stilistico/geografiche, come lo Springsteen altezza Human Touch mischiato alla baldanza Codlplay di Readers & Writers, oppure i palpiti Jackson Browne pennellati da tremori U2 della conclusiva Take Me Back In Time. Un ibrido non del tutto risolto, incoerente ma entusiasta, prevedibile ma generoso. In fondo, può andare bene così.

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