Recensioni

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Un debutto nel segno della continuità. Questo sembra essere il modo migliore per descrivere Y2K!, l’album d’esordio di Ice Spice, che riprende in tutto e per tutto la wave già esplorata con l’EP Like..?, uscito nel gennaio 2023 e ampliato sette mesi dopo con una versione deluxe contenente altre quattro tracce.

Cambia il formato (almeno formalmente), ma non lo stile dell’artista statunitense. Grazie al suo rap leggero e virale, reso popolare da brani come Barbie World con Nicki Minaj, e supportato da un endorsement non banale da parte di Taylor Swift, Ice Spice ha ottenuto numeri impressionanti sulle piattaforme digitali, sebbene con una crescente volatilità negli ultimi mesi.

Nell’era della musica liquida, il packaging sembra contare più della sostanza, e da questo punto di vista, la regina del Bronx è imbattibile. L’album stesso lo dimostra: undici tracce, per un totale di venticinque minuti, caratterizzate da un sound drill abrasivo confezionato su misura da RiotUSA.

Gli ospiti – Travis Scott, Gunna e Central Cee (con cui si dice l’artista abbia un flirt) – evitano l’effetto filler, elevano il livello e mascherano i limiti evidenti del flow di Ice Spice, che, va detto, non eccelle nemmeno nelle performance live. L’album offre anche alcune chicche interessanti, come il campionamento di Gimme the Light di Sean Paul in Gimme a Light, e tentativi di esplorare nuove metriche, evidenti in Popa e Bitch I’m Packin.

Tuttavia, ciò che colpisce di Ice Spice non è tanto la tecnica, quanto la sua disarmante naturalezza nel giocare con il cringe – come dimostrano i continui riferimenti a temi scatologici, di cui Think U the Shit (Fart) rappresenta l’apice – e con il trash, senza preoccuparsi dell’opinione altrui.

In molti aspetti, Ice Spice potrebbe essere vista come una versione amplificata di ciò che Anna Pepe sta cercando di fare in Italia: un rap diretto e senza pretese, concepito principalmente per intrattenere. Tuttavia, come per la rapper ligure, anche per Ice Spice sembra mancare una visione a lungo termine, con canzoni usa e getta adatte solo al momento. Un hic et nunc che non potrà durare in eterno.

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