Recensioni

Tolte di mezzo le punx, ovvero le punkettes della Bay area con cui aveva convissuto sotto nome Hunx & His Punx (tra cui Shannon Shaw di Shannon And The Clams e Heather Fortune delle Wax Idols), Seth Bogart a.k.a. Hunx torna per dare sfogo a tutto il suo narcisismo laccato.
Debutto solista, Hairdresser Blues è un disco pop ancor prima che garage, solare nonostante Bogart racconti di averlo partorito in un periodo piuttosto buio. Soprattutto gira che è un piacere: ci sono citazioni sixties a partire da Do You Remember Being A Roller?, ma la parentela più prossima è con Jay Reatard e quei giri pop sfrontati che alla prima ti entrano già in testa.
Il cuore del disco è una mitraglia di pop hits che viaggiano tra l'acustica e l'elettrica, colorate di un glam tanto puerile quanto divertito. I due singoli estratti Private Room e Always Forever sono ottime pietre angolari, le variazioni sul tema si aggrappano invece a quel tenue filo di malinconia registrato nelle tastiere di Set Them Free o nella ballata conclusiva di When You're Gone. Per la solita mezz'ora striminzita d'ascolto non occorre altro spago.
Ne esce un disco monocorde ma capace di inanellare tanti singles senza mai inciampare, partorito da un personaggio tra i più genuini del lotto vintagista. E allora prova solista superata a pieni – no, buoni – voti.
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