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Il secondo EP degli How To Destroy Angels lascia aperte molte soluzioni. Può dare l’idea di una compagine molto eclettica, oppure che gioca un po’ a carte nascoste o che ha un progetto ancora in fase di sviluppo. Ogni ipotesi è valida. Anche se non si tratta di un vero album (per cui bisogna aspettare l’anno prossimo), dal confronto tra An Omen, pubblicato solo in MP3 e vinile, e il precedente EP iniziano a delinearsi meglio i connotati della creatura di Trent Reznor, Maryqueen Maandig e Atticus Ross. Di sicuro, il disegno musicale ha una sua personalità, sia rispetto ai Nine Inch Nails, sia rispetto alle colonne sonore, pur risentendo come logico di entrambe le esperienze. Semmai le tracce di industrial sono più sfumate, il rock non abita più qui mentre le assonanze con il trip-hop diventano più di una suggestione in un pezzo come On the Wing, dalla melodia pigra e indolente.

Una forma canzone piuttosto statica e dilatata e la voce di Maryqueen sono gli elementi principali dei primi due brani. L’idea di stile di Keep It Together è piuttosto chiara: una specie di trance pop, una song elettronica avvolgente e minimale, che sfrutta in particolare la ripetitività delle parti strumentali e la circolarità della melodia vocale. Sarebbe forse la direzione più interessante su cui lavorare, a giudicare anche dal duetto finale tra le voci di Maryqueen e Trent Reznor. La successiva Ice Age, il pezzo più curioso del disco, parte dagli stessi motivi di fondo, ma ci troviamo al cospetto di un elegante etno-folk 2.0, che ai bassi elettronici sostituisce percussioni analogiche e suoni di strumenti a corda.

Gli altri pezzi, a prevalenza strumentale, spaziano tra diverse direzioni: con The Sleep of Reason Produces Monsters lambiamo i territori dell’ambient, The Loop Closes sembra un brano dei Nine Inch Nails senza le chitarre (la voce è soltanto di Trent) e Speaking In Tongues è il momento più sperimentale e indecifrabile, tra voci pesantemente filtrate, bisbigli, distorsioni e suoni enigmatici. È ancora un lavoro di transizione, ma chi apprezza Trent Reznor può ascoltare con interesse.

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