Recensioni

Da Chicago alle Hawaii e ritorno: una parentesi necessaria per Dexter Tortoriello e Megan Messina, compagni nella vita e musicalmente. La loro non fu una vacanza ma una specie di ritiro sabbatico: si licenziarono dalle rispettive occupazioni e via, sparire, rifugiarsi in un altro mondo fuori dal mondo, lontano dalle traiettorie turistiche. A far cosa non è dato sapere con precisione, ma abbiamo oggi il privilegio di sentirne i frutti con questo All Night, album desordio a nome Houses targato Lefse (che ultimamente non ne sbaglia una). E' un pop mesmerizzato d'elettronica che conserva fragranze acustiche tra arzigogoli glitch, votato – per così dire – alla rappresentazione impressionista di nuances riconducibili – forse, chissà? – a mattini silenziosi e crepuscoli solitari.
Un gioco di spazi reso splendidamente incerto da caligini e pioggerelle, di tempo che s'acquieta in un palpitante abbandono. Immaginatevi i Boards Of Canada se li ipnotizzassero i Mazzy Star, un Dntel frugale o addirittura un Aphex Twin contemplativo. Dieci tracce che ti accompagnano in questo sogno che non puoi permetterti davvero ma ti ci puoi immergere eccome. Concrezioni cedevoli e armoniose, struggenti (Sleeping) e briose (Reds, Soak It Up), suadenti (Endless Spring) ed eteree (Medicine). Contro il logorio della vita moderna, come diceva quel tale.
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