Recensioni

L’ultimo post Facebook degli Horsepower Productions, quelli di In Fine Style e di pezzi come Gorgon Sound e Open Your Eyes con il feat. di Katy B per capirci, risale al 2013 e recita: «LEGALIZE WEED IN THE UK NOW!» e detta da un collettivo che giusto tre anni prima aveva remixato un brano di Lee Perry (Exercising) nell’ultimo album Quest For The Sonic Bounty, è tutta beata coerenza. Del resto stiamo parlando di coloro che hanno fortemente contribuito alla nascita del dubstep, gente nata molto prima dei social e che al digitale preferisce ancora le bombolette e i graffiti. L’erba, del resto, simbolicamente e fisicamente, non è mai mancata, è sempre stata il minimo comune denominatore della comunità di producer britannici, specie per quelli che hanno bazzicato nell’intorno del dub da Adrian Sherwood in poi, e non a caso l’EP che conteneva il brano originale di Perry sopracitato è stato pubblicato proprio da On U Sound. Con l’erba ha a che fare anche questo nuovo disco lungo, che già dal titolo da underdog – Crooks, Crime & Corruption – ci reintroduce nelle coordinate di Ben Garner e in quelle del marchio Tempa, la label che nel 2000 pubblicò il 12” d’esordio When You Hold Me / Let’s Dance.
Diversamente rispetto a ciò che la formazione ha fatto in passato, abbiamo un quarto disco lungo incerottato con lo scotch a mo’ di police tape da scena del crimine, che sposta le coordinate dark garage e wobble verso una terra di confine sempre nel segno di bassi profondi, ma questa volta più marcatamente legati al dub. Ciò che gli Horsepower Production, ora duo con Matt Levesconte, hanno fatto qui, è tornare alla Ninja Tune dei primi Novanta con rinnovato spirito soundsystem (Horseman Productions cita Horseman, ovvero il reggae dub artist Winston Williams) per poi esplorare confini alternativi di un esotismo urbano asciutto e mai superfluo, un viaggio che nasce dai break (i breakbeat di Legends) per finire coi break (la jungle di Criminally Insane), macinando in mezzo una bella manciata di ritmiche UK house affatto banali o retrò.
Più che mai da queste parti, Benny Ill e compagno si muovono nella loro materia con la stessa scafatezza, menefreghismo per le mode e sorriso tranchant degli Orb, e il loro primo disco in cinque anni piace non soltanto per il mix tra tradizione e progressismo, ma anche per la consueta eleganza e per il sound panoramico con i quali è stato prodotto. L’opener Legends, poggia su loop à la Funki Porcini e campioni di vocione ribassate, Bak 2 NY sceglie basi UK funky mentre Kuriosity ne seleziona di più canonicamente funk, GBU con il feat. di Orson galleggia a vista tra UK garage e ancòre dub, reggae e archetipici campionamenti da film di serie B. Il disco, come il precedente, dura un bel po’, più di un’ora; sul finale ritorna un po’ il ponte con il passato (Ruf Justice e la versione LP del brano del 2011 Good Ole Dayz) ed è un mondo sonoro appagante, da vivere con disinvoltura. Sotto effetto di addittivi o meno, quel misto di abbandono e attenzione per i particolari, fa ancora una volta del marchio Horsepower Production qualcosa di prezioso e fuori dal tempo. E questo per loro, ancor più che per il precedente, sa di seconda giovinezza.
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