Recensioni

Lo spirito santo degli anni Ottanta ritorna ancora una volta, stavolta incarnato in due ragazzi di Brooklyn, al secolo Nicholas Millhiser and Alexander Frankel. La DFA di James Murphy non ha mai celato l’amore per quella decade di brillantini e il gruppo di nerd dei synth – che per noi italo hearts potrebbero essere avvicinati alle tamarrate intelligenti della Scuola Furano (Riotmaker come DFA de noantri?) – ha da sempre trovato pane per i suoi denti nell’arte del remix nelle stanze hyper-cool dell’etichetta che ha alimentato il nu-rave.
Inevitabilmente le riletture andavano di pari passo con quello che ribolliva nella mente del cantante degli LCD Soundystem: e quindi pacchi di sonorità patinate à la Hot Chip prima maniera, Hercules And Love Affair e Juan MacLean, con cui hanno collaborato in studio e in tour. Più che creatori, Nick e Alex hanno da sempre sgobbato come remixers. La raccomandazione di James li ha portati a toccare punte di hype che i nerd dei sobborghi di Manhattan sognano: Moby, MGMT, Phoenix e altri vip del giro giusto nu-disco. Ma oggi, al debutto, come suonano? Il nerdismo è la loro arma fondamentale.
Concentrati in un recupero di tastierine, echi e altri FX di quegli anni suonano come se il tempo non fosse passato. O meglio, dato che da poco abbiamo capito che i nonni di quegli anni stanno tornando in massa per sbancare i botteghini con tonnellate di nostalgia soporifera (Human League, Duran Duran e OMD, tanto per citare i più recenti), la domanda nasce spontanea: che hanno di meglio gli Holy Ghost! dei matusa incartapecoriti in riciclo continuo? Il tiro, il sorriso nerdy, la voglia di mettersi in gioco e di far divertire. In una parola la freschezza necessaria a rivangare un passato e a scagliarlo nel futuro.
Tra le altre muse ispiratrici obbligatora è la citazione dei New Order, di cui qualche tempo fa hanno celebrato la hit Confusion con il singolo I Will Come Back, Giorgio Moroder (Wait And See), i Depeche Mode (Hold My Breath) e tornando al presente la Kitsuné (Hold On è già apparsa in una compilation della maison francese). Crogiolarsi nel retrofuturismo può essere deleterio, ma per ora gli Holy Ghost! non hanno ancora saturato le aspettative. Buon proseguimento.
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