Recensioni

7.2

Dopo aver definitivamente messo a regime il proprio studio di registrazione casalingo nella fattoria della Georgia dove vive, Holly Golightly fa ritorno in compagnia del suo sodale Lawyer Dave sotto la sigla and the Brakeoffs. Per l’artista londinese di nascita si tratta dell’ennesima uscita, mentre per il progetto in duo è la settima (ottava se si conta il live Nobody Will Be There) e la seconda dell’anno (dopo Long Distance). Per la ragazza punk/garage con la passione per Lee Hazlewood e il country, la formula rimane più o meno la stessa, con Johnny Cash, il blues del sud, Billy Childish (il suo mentore), Wanda Jackson, Ike Turner, i Violent Femmes, il pre-war nel cuore.

La mezz’ora di alcolica e divertita ricognizione di questi territori musicali viene impreziosita da un pugno di cover (I Forgot More di Cecil Null e Hard To Be Humble di Mac Davis e A Whole Lot More… di Wayne Raney) tutte ripescate dal ventennio ‘40 – ‘60. Su questo tessuto tradizionale si innestano parodie dei social network (“Dear Facebook I hate Holly: share” che apre il walzerino tex mex di Hand In Hand). Il sense of humor ritorna fin dal titolo nel conclusivo rock’n’roll di This Shit Is Gold) e le chitarre si lasciano andare ad accenti sudisti nella frenetica Goddamn Holy Roll, mentre They Say sarebbe stata perfetta per Fratello dove sei?.

In tutto il disco non c’è un grammo fuori posto e l’intesa con Lawyer Dave non sembra mai essere stata così intensa e produttiva. Forse un disco che non travalicherà il genere, ma all’interno di quei confini è quanto di meglio si possa immaginare oggi.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette