Recensioni

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Se Spagna e Italia sono distanti sul piano calcistico, gli iberici stanno indietro rispetto al resto del mondo su quello dell’indie-rock, quantomeno se li dovessimo giudicare dal secondo album delle Hinds. Tuttavia (e per fortuna!) c’è musica migliore a quelle latitudini, dove, se qualcuno aveva pensato di elevare le “cerve” a portabandiera di un movimento, è meglio che si ricreda: ne va del patrio orgoglio. Nel video di New For You (uno dei due brani di lancio insieme all’opening The Club) le quattro impertinenti lolite sono alle prese col pallone in un campo di calcio a 8. Il fatto che indossino divise marchiate Decathlon è solo la conferma della loro natura gentrificata e multinazionale che, dimentica delle radici, guarda al mondo globalizzato come alla cosa più naturale. Anche in musica, infatti, i loro riferimenti sono tutti d’importazione.

Ma, per tornare al pallone, la loro è una versione loffa e snervante del tiki-taka, tanto più che sono madrilene, quindi al gioco dovrebbero semmai anteporre il talento individuale; che però, almeno in campo musicale, latita. La noia ci assale già dopo i primi giri di lancette di questo I Don’t Run. Non bastano qualche discreto riff, le distorsioni, le melodie, gli intrecci delle voci e il tiro marcatamente strokesiano del sound. Il guitar pop acidulo e sfrontato di queste quattro sguaiatelle sarà buono al massimo per gli studenti Erasmus che nelle notti di Princesa o della Barceloneta si ubriacano per strada col vino rosso in busta Despar. Poca sostanza, insomma. Roba da adolescenti (o poco più) per adolescenti (o anche meno). Siamo al cospetto dell’ennesimo revival indie anni ’90 – da Pavement e Guided By Voices in giù – con tutto il campionario lo-fi/DIY annesso. Giocano a fare le nerd, le Nostre, ma la loro autenticità è pari a zero. Più che alle Breeders, somigliano alle Spice Girls. L’unica differenza è che brandiscono le chitarre.

Magari dal vivo saranno pure godibili, ma il bagaglio Sixties di tutto rispetto (tra garage, pop, punk e accenni surf) che scimmiottano senza mordente non basta a farci considerare quest’avventura in musica più di un divertissement («We just want to have fun» cantano in uno dei passaggi più profondi e ispirati…) da parte di quattro millennials annoiate e superficiali che poi altro non sono che degne figlie della nostra epoca.

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