Recensioni

Poteva il giovane Keith Kenniff rinunciare alla moda più in voga presso gli ambienti elettronici? Certamente no, con l’electroshifting nel cuore, in Ayres è lui stesso a cantare sei soundtrack song con un timbro delicatissimo e proverbiale malinconia angelica. Pericolo. È senz’altro uno scarto da vertigine vista la pesante obsolescenza del genere. Dunque una sfida: fare un passo oltre il consueto mix d’IDM, ambient e folktronica riavvolgendo la lezione di cinema fino a una canzone scritta da Lynch (In Heaven nella colonna sonora di Eraserhead). Gli ingredienti dell’intera tracklist sono tutti nella dilatazione dell’estasi di questa cover: pathos 4AD, il David Sylvian più angelico o, più vicini a noi, il Manitoba / Caribou femminile. Cantautorato essenziale dunque, bendato in arrangiamenti visuali ancora in bilico tra il noto e il personale dove ogni dettaglio è perfettamente fuoco: come il bel tintinnio legnoso e orientaleggiante in apertura (A Rising Wind con echi amient-folk nordici à la Sigur Ros / Mum), senza contare il carillon quasi mantrico di Woods And Gives Away (così vorrei producesse Caribou i suoi dischi), oppure ancora gli ottimi concretismi per calpestii d’erba e cartacce di Signed I Wish You Well.
Brano dopo brano, Kennif supera ogni incertezza nell’intonazione incontrando la giusta pressione sul plesso: Soft Collared Neck è una bella ballad lunare à la AIR (– per piano e voce Goldmund style), The Obeisant Vine un’altrettanto ammaliante folk song in treddì cinematografico. Se aggiungiamo il prepared piano della citata e conclusiva In Heaven (con voce un po’ Sylvian) il cerchio, dopo trenta minuti, si chiude. Un gioiello.
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