Recensioni

6.3

Aspettarsi dagli Heike Has The Giggles un disco diverso da questo Crowd Surfing avrebbe significato essere poco realisti: i tre musicisti romagnoli stanno attraversando una post-adolescenza prolungata (anche solo per questioni anagrafiche) e ci informano che la loro maturazione, per ora, passa ancora per quella prestanza e giovinezza elettrica che li ha finora contraddistinti.

Prendiamo appunti davanti al consueto e compatto menù a base di post-punk à la Arctic Monkeys, ammettendo che davanti a un disco che replica in tutto e per tutto l’episodio precedente Sh! non possiamo che ricercare quel turbamento intrepido e puramente fisico che proprio lì avevamo ritrovato. Sondando magari intrecci di chitarra, basso e batteria che in qualche caso allentano le paranoie anfetaminiche del passato, come accade in I Don’t KnowNew Time o in un mid tempo come Breakfast in cui annusi una versione edulcorata dei Blink 182. Il resto è materiale che viaggia alla velocità della luce, dalla title track a una I Wish I Was Cool dalle chitarre possenti, passando per i Talking Heads di Repetetive Parts e per una Dear Fear che mima involontariamente certi giri “pop” dei Ramones.

L’illusione di recuperare la brillantezza degli esordi, tuttavia, dura poco e, col passare del tempo, ci si trova ad avere a che fare con un’opera senza momenti davvero sorprendenti e una produzione a cui forse sarebbe stato lecito chiedere qualcosa in più.

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