Recensioni

E’ una felice casualità ad aver riunito quella che, da più parti, è additata come una delle “sensazioni” dell’annata. Correva l’estate 2009 quando, nei sobborghi di Seattle, Josiah Johnson e Jonathan Russell mettevano assieme i propri talenti di songwriter. Entro breve li raggiungevano il tastierista Kenny Hensle, la cantante e violinista Charity Rose Thielen e la sezione ritmica di Tyler Williams (batteria) e Chris Zasche (basso). A inizio 2010 entravano in studio per mettere mano a un disco dopo averne rodate le composizioni con un’intensa – e, stando alle cronache, notevole – attività “live”. Ne stampavano poche copie da vendere giustappunto ai concerti, esaurite mentre il cicaleccio si espandeva lungo la costa Ovest.
Finché, a novembre, la Sub Pop non li metteva sotto contratto ri-registrando Sounds Like Hallelujah e aggiungendo un paio di brani più recenti. I quali, come il resto del programma, posseggono l’urgenza emozionale di un Conor Oberst meno verboso e privo dell’afflato emo. Che preferisce osservare le radici country e folk e la loro trasfigurazione lungo i decenni per poi dire la sua con attitudine sincretica. La scrittura poggia però più sul pianoforte, su intrecci vocali perfetti e una tavolozza strumentale ricca ma che valorizza le canzoni invece di appesantirle.
La penna è di caratura elevata e già matura: complessa però brillante (i cambi di passo in Honey Come Home, la festosa, beatlesiana Ghost) oppure di una malinconia gioiosa (Coeur d’Alene, la policroma title track); altrove intrisa di dolcezza crepuscolare (accorate e robuste, Rivers And Roads e Down In The Valley) e capace di sparigliare le carte con disinvoltura (Heaven Go Easy On Me: gli Eagles che, a lezione da The Band, raccolgono per strada un gusto pop britannico e un finale cameristico; le venature soul di Lost In My Mind). Materia appassionata e mai scontata, insomma, bastante a srotolare il tappeto rosso per accogliere altri “nuovi tradizionalisti”. Non una contraddizione in termini, casomai il miglior complimento che ci sentiamo di esprimere.
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