Recensioni

Dopo due dischi, Volker Bertelmann giunge alla maturità del progetto Hauschka. Room To Expand riprende il discorso lì dove si interrompeva il precedente The Prepared Piano, affinando le melodie e giocando con certa leziosa malinconia alla Yann Tiersen. Per fortuna però sono ben altri i territori in cui ci si spinge qui. Bertelmann fa detonare la sonata per piano preparato di Cage inscenando brevi siparietti esotici e surreali, che hanno il pregio della sintesi pop. Non è il piano l’elemento principale di questa musica, ma tutti i fattori che ne disturbano costantemente le note. Bassi, vibrafoni, synth,archi e archetti, ma anche sugheri e fogli di alluminio. Rumorini di ogni sorta e le ombre degli altri progetti del musicista tedesco, Tonetraeger e Music A.M. a giustificare certi timidi accenti elettronici. Più che essere elettro-acustica quella su Room to Expand è musica acustica picchiettata di elettronica (Belgrade) che anche nei suoi momenti prettamente analogici tutt’al più imita i glitch (Sweet Spring Come, Watercolour Milk). Come un quadro puntillista di Seraut, la musica di Haushcka vive della fitta grammatura dei suoi elementi.
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