Recensioni

5.8

Runddans, più che un disco, è un delicato esercizio di stile di Todd Rundgren, figlio di un’urgenza comunicativa che ha portato l’artista a dare alle stampe nel 2015 addirittura due dischi (Global è stato pubblicato quasi contemporaneamente). Musicista e produttore dal palato finissimo, Rundgren si è distinto nel corso della sua lunga carriera per una certa vocazione pop aristocratica (i capolavori Something/Anything? e A Wizard, A True Star) che non ha mai disdegnato né sperimentazione (il progetto Utopia), né il collagismo (in senso anche zappiano), a partire da un incontrollabile assimilazione di generi e stili, talvolta vicina a una grandeur tutta prog; si può dire quindi che Runddans sia uno dei suoi kolossal più cosmic-psych, un disco indirizzato cioé verso un nuovo filone rispetto ai tanti territori battuti o soltanto accarezzati in passato.

Il disco è da intendersi come il risultato di dodici tracce che formano una lunga suite da trentanove minuti, la concretizzazione di una serie di jam session cominciate nel 2012 che hanno coinvolto Lindstrøm – uno dei pilastri della space disco scandinava – e Emil Nikolaisen – polistrumentista e produttore oltre che boss dell’alternative rock band norvegese Serena Maneesh – per dar vita alla sonorizzazione di un viaggio che è, se vogliamo, la continuazione dilatata e new age del trattato sul “cosmic fire” degli anni ’70. L’esperimento, certamente affascinante tanto nei suoi tratti più pomposamente celestiali quanto nei rimandi a certi Stereolab e Tortoise (che a loro volta rimandavano ai ’70 ecc. ecc.), si risolve in un colorato pot-pourri, ricco tanto di spunti interessanti quanto delle tipiche indulgenze del Nostro. Una pastella psichedelica di instabile e ubriacante (in)fusion.

Introdotto dal singolo Put Your Arms Around Me, forse la traccia più compatta dell’intero lotto e quella su cui si costruisce in pratica il tema dell’intera opera, Runddans mostra più i difetti che i pregi della personalità artistica di Todd Rundgren. Nulla, tuttavia, che i suoi die hard fan debbano temere.

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