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Seconda prova per Gustavo, progetto ludico-esistenziale guidato dal musicista e producer Francesco Tedesco, che torna a far parlare di sé a sei anni dal promettente esordio Dischi volanti per il gran finale. Una ‘lunga’ pausa dovuta allo stop pandemico, ma che sembra aver giovato alle dinamiche testuali e sonore, ora più profonde che mai.

NON-LIEU vede la penna di Gustavo, personaggio di fantasia nato nel 1797, compiere giri ora iperbolici, ora crudelmente pragmatici, attorno a suggestioni, intuizioni e caustiche riflessioni dal taglio angolare e intensamente introspettivo. Pur non cambiando gli elementi di questa formula alchemica (chitarra, batteria e fiati), a riempire il ‘non-luogo’ di Gustavo è una miscela alt-jazz che incornicia e contrappunta – senza mai strafare – un flusso di parole che si affida alla tecnica narrativa dello stream of consciousness.

I pensieri si riorganizzano logicamente in frasi e suggestioni che attingono a piene mani dalla tradizione cantautorale italiana, da Battiato a Giurato, passando per Battisti ed Emidio Clementi – artisti che hanno saputo dare un peso specifico alle ‘parole’ e al loro modo di adagiarsi su intelaiature sonore morbide (il liminale post-rock di Piedi A Terra Testa Piegata), arrembanti (l’indie-rock di Ferito A Morte) o semplicemente evanescenti (Immagine Passeggera).

NON-LIEU racchiude – nei suoi dodici brani – bozzetti di poesie, ricordi vissuti in prima persona e dialoghi ipotetici. Gustavo ci conferma ancora una volta che è il viaggio, e non la meta, il fine ultimo, il senso di tutto. Un sogno lucido da tramandare come un segreto.

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