Recensioni

7.4

Uno splendido quarantenne, le sue manie, la capacità di farne manufatto curioso anzi prezioso. Gruffydd Maredudd Bowen Rhys – Gruff per gli amici – è il leader dei Super Furry Animals da oltre due decadi, da un pezzo ha il vizio di collezionare le bottigliette di shampoo degli hotel, e da un lustro a questa parte si diletta a sfornare – impegni permettendo – album solisti. Tutto ciò è il prologo e il contorno del terzo lavoro a suo nome, Hotel Shampoo, realizzato in contemporanea all'installazione omonima (ovvero la suddetta collezione di mini-shampoo) esposta al Chapter Arts di Cardiff. Che uomo curioso. E che bel disco. Sobrie trovate sintetiche, archi, pianoforte, tutta una fregola canterbury in salsa chamber-pop, contorno psichedelico e sparsi umori francesi.

S'inizia dal singolo Shark Ridden Waters, cinematico ovvero godardiano (produce Andy Votel) , un po' quello che Badly Drawn Boy potrebbe sfornare se recuperasse confidenza cogli sciropposi fantasmi sixties (in questo caso, un sample da It Doesn’t Matter Anymore, pezzo di Bacharach coverizzato dai Cyrkle nel '67). La restante dozzina mette in fila una collana variegata e flemmatica di morbide prelibatezze, dal soffice estro Robert Wyatt (la deliziosa inquietudine di Sophie Softly e Space Dust, quest'ultima in coppia con – chi si rivede! – El Perro Del Mar) alle trepide suggestioni Beach Boys (l'allucinato sdilinquimento di Rubble Rubble, lo splendido abbandono versante Kinks di Honey All Over) passando per gli struggimenti Belle And Sebastian via Left Banke (Take A Sentence), power pop sfrigolante (i Suede patafisici di Patterns Of Power) e certo stomp come lo rivisiterebbe Jim O'Rourke (Conservation Conversation). E che dire dello zampillio tex-mex di Sensation In the Dark e dei languori armoniosi – il piano, gli archi, il sax morbidone – della stupenda Vitamin K?

C'è voglia di intrattenere con gusto, di costruire gradevoli ordigni curati nell'aspetto e in profondità, bramosi di ritagliarsi ambiti estetici fieramente desueti. Per rivendicare l'appartenenza ad un tempo, un mondo, una dimensione dove il pop è sogno palpabile, stile di vita, modalità emotiva. Hotel Shampoo è un piccolo capolavoro che ti riconcilia, almeno un po', con le cose del mondo.

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