Recensioni

Approda all’Islington Mill il solo project di Liz Harris / Grouper per il tour di presentazione dell'ultima prova Violet Replacement, doppio cd realizzato per il New York’s Issue Project Room (fondazione d’arte contemporanea fondata da Suzanne Fiol e inaugurata da Marc Ribot). Per questa serie di concerti Grouper si esibisce con una nuova raccolta di field recording, collage tape e loop assemblati in parallelo ed elaborati dal vivo con una serie di dittafoni e lettori di nastri. Il tutto con l'obbiettivo di formare un unico flusso sonoro estremamente fragile, quasi fossero strutture sommerse che gradualmente riempiono e trasformano lo spazio circostante.

Senza l’utilizzo della voce, nel nuovo percorso sonoro viene a mancare l’atmosfera onirica che aveva caratterizzato il cammino precedente e sin dai primi drone si percepisce dove la nostra ci condurrà: un sapiente missaggio immersivo nelle profondità terrestri con suoni mai dilatati, quasi fossero un magma di inquietudine perenne che permettono la risalita o il salto verso l’esplorazione lunare. Forse per un eccesso di prolissità, Liz stanca: il pericolo di passare dalla tensione all’effetto soporifero è sempre dietro l'angolo e quarantacinque minuti di droni dalle impercettibili variazioni anche all’orecchio più attento possono decisamente incrinare le aspettative anche dei fans più sfegatati.

Grouper non aggiunge molto al panorama ambient-drone. Meglio Ben Frost e Murcof passando attraverso Simon Scott.

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