Recensioni

Il quarto album solista dell’ex bufalo segna una preoccupante battuta d’arresto. Se ci erano piaciuti sia l’intimismo electrowave (Mobilize) sia quel rigirarsi nel lenzuolo fragile & fragrante del country-folk (Ladie’s Love Oracle e Virginia Creeper), era per l’invisibile lavorio del retroterra, per gli inafferrabili legami tra radici e futuro, ferma restando quella voce incredibile, capace di rapimento e mistero, di dolce affilata malinconia. Oggi spiace proprio la svalutazione di tutto ciò a pretesto ed espediente per sfornare un album di classiconi rock-wave anni ottanta riletti in chiave country-folk. Piuttosto che una mappa mnemonico-emotiva del backround phillipsiano, il risultato somiglia più al bolso rimembrare di un musicista sull’orlo della pensione, cui non resta che masticare i ricordi – rimpianti compresi – nella brezza serotina del front-porch.
Ve lo scrive uno che è arrivato a ritenere i Grant Lee Buffalo una delle band più sconvolgenti dei novanta, sia pure per il breve volgere di due album. Capirete quindi lo smacco di fronte alla disarmante normalizzazione cui vengono sottoposte una I Often Dream Of Train o una Wave Of Mutilation o una The Killing Moon, strette in abiti che non prevedono slanci né ombre al di là di una palpitazione di prammatica. E oltretutto – sciagura – cantate col freno a mano tirato, come se neanche Grant-Lee ci credesse poi molto. Qualche buon momento c’è per forza, per inerzia, come il Cave rannicchiato nel grembo di Cash di City Of Refugee (grazie anche ad una bella armonica morriconiana) o gli Smiths che carezzano la pancia d’un cielo basso e grigio in Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me (finalmente un’interpretazione vocale sopra le righe). Il resto è degno di nota più per la sventatezza del tentativo che per l’esito: è il caso soprattutto dell’accoppiata Age Of Consent e The Eternal, tutto sommato credibile la prima (col mellotron che aleggia sulla trama degli arpeggi) e decisamente in affanno la seconda, inadeguata come una vecchia locomotiva nel budello d’una metropolitana.
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