Recensioni

6.2

La cosa che spiace di più nell'ascoltare i Grails è il senso di incompiutezza, un retrogusto amaro dato dalle grandi possibilità che concretamente non riescono a realizzarsi in pieno.

Il tentativo di portare avanti le intuizioni dei Neurosis e degli Isis sposandole con un misto di post-rock, folk e sonorità psych liquide, rimane infatti soltanto nelle intenzioni. Una volta messo in pratica infatti sembra più una forzatura che una evoluzione fluida e omogenea, sfociando in un manierismo stucchevole (All The Colors Of The Dark) o in tirate prog abbastanza noiose (Deep Politics). Ed è un peccato perché i momenti buoni non mancano, come quando filano via lisci e diretti facendosi apprezzare per una buona varietà stilistica: il trip-hop etnico di Corridors Of Power o le folkeggiantiAlmost Grew My Hair – sicuramente la migliore del lotto – e I Led Three Lives sono testimonianza di una discreta padronanza di mezzi e abilità nell’amalgamare stati d’animo differenti.

Deep Politics è dunque un lavoro mezzo riuscito nel suo essere troppo pretenzioso e poco coeso e si fa apprezzare soprattutto nei pochi momenti in cui i Grails trovano un punto di equilibrio. Verrebbe da definirlo un buon primo lavoro che fa ben sperare per il futuro, se non fosse che sono tutto tranne che una band di novizi.

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