Recensioni

I Gouton Rouge sono un quartetto da Busto Arsizio al debutto sulla lunga distanza con Carne, produzione a cura di V4V-records in collaborazione con S3x Netlabel.
L’idea del combo è in fondo la stessa dei Soviet Soviet o dei Be Forest: scavare nelle pieghe del revival alla ricerca di un suono amato e riportarlo in auge mirando alla perfezione della forma e all’immediatezza, come traspare dai titoli secchi delle otto tracce qui presenti. In questo senso l’operazione è riuscita. Carne è un disco godibile e schietto, i cui tratti sono facilmente identificabili: passaggi da gioventù sonica (più Verdena che Sonic Youth), scrittura pop appresa da J Mascis, trame post-punk con ritmiche uptempo e malinconia mai troppo depressa. Tasselli che si incastrano con naturalezza, andando a formare un buon mattoncino da cui partire per ulteriori sviluppi. Poi ci sono i testi: Carne si ispira al Pavese de La luna e i falò, forse per il rapporto tra un presente (deludente) e un passato (tormentato ma nostalgico) costantemente in conflitto. Benissimo. Però può essere fuorviante tirar fuori il neorealismo quando il tema è l’amore post-adolescenziale.
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