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6.5

Nuova formazione di stanza a Parigi, vede indefesso al clarinetto alto Fabrizio Testa, esordisce con questa traccia lunga e sola e una copertina che proprio parigina non è.

Non c’è da aspettarsi lo scavo ancestrale tra i semitoni, ma un concretismo che sa radunare buone idee evitando di sperdersi. Brusii, colpi industrial, tribalismi, slide prewar e tagli desert blues, orientalismi autoimmuni danno vita ad un’agnizione sensoriale eloquente.

Lo stimolo probabilmente “improv” fa dopo un po’ il suo decorso; l’utilizzo invece di certa contemporanea percezione estetica da objet trouvé che rende misurate le forme, sembra prevalere e dare corpo ad un racconto elettroacustico animato, ricco di linfa. Sarebbe interessante capirne l’evoluzione.

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