Recensioni

6.8

Ciò che abbiamo gradito e finanche amato, dei primi Gomez, era l’approccio appassionato al suono americano sulle ali di ingegno naif e taglio pop britannico. Ricetta che una scrittura brillantissima aiutava a decollare anche commercialmente, apici i primi due album Bring It On e Liquid Skin, dopo di che il mestiere prendeva il sopravvento pur in assenza di gravi cadute, fino al A New Tide che due anni or sono rispolverava sperimentazione e verve. Non potendo più stupire, il loro talentuoso artigianato affidava a quelle fondamenta desiderio e vigore per fare i conti con un passato ingombrante. Considerazioni che possiamo estendere con un po’ di acume in meno a Whatever’s On Your Mind, che non fa gridare al miracolo ma neppure li mostra alla frutta.

Sceglie casomai il giusto mezzo tra leggiadre appropriazioni dei tardi Xtc (The Place And The People), una buffa e accattivante idea di Violent Femmes che s’immaginano T.Rex sottobraccio a Paul McCartney (Options) e acrobazie risolte con smalto melodico e piglio rockista (Song In My Heart, I Will Take You There); più di rado scivola sul calligrafismo (la ballata Our Goodbye spreca le strofe nel banale refrain) o si ritrova, in un paio di momenti, senza fiato. Suona inoltre un passaggio di consegne “generazionale” l’impressione da Field Music di mezz’età – è un complimento: ascoltare per credere That Wolf e X-Rays – che affiora spesso e volentieri e resta, in ogni caso, un bel sentire.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette