Recensioni

6.5

Attivi dal 2009, con un passaggio allo Sziget e una sfilza infinita di date dal vivo, Lorenzo Petri e Nicola Zanetti alias Gli Sportivi tornano a quattro anni dal precedente Black Sheep. La ricetta di questi nuovi undici brani è la stessa che i due confezionano da sempre: come suggerisce anche il titolo dell’album, Fuzz Days è una carrellata veloce, intensa e disturbante tra chitarre stoner, batterie pestate, rock ‘n’ roll, blues, echi western, spruzzate funk e tante pedalate fuzz.

Con quell’essenzialità ricca di sostanza dei White Stripes e gli echi più vari dei BSBE, i due di stanza a Venezia aprono il disco con un pedale distorto che ha un po’ il sapore di un grande annuncio, il richiamo all’attenzione per qualcosa di grosso che di lì a poco sta per arrivare. Il seguito sono brani urlati, accelerazioni e rallentamenti (la bella e dannata Diamond), divagazioni su tema sempre pertinenti e mai fuori fuoco, con la solita urgenza espressiva e le ben consolidate modalità incendiarie che dal vivo trovano facilmente la loro realizzazione migliore. Nelle scorribande distorte i due infilano dentro anche qualche personaggio da raccontare (Henry Miller), magari ricercando anche una più definita linea melodica (Candy Apple Dream) o ammiccando a soluzioni grunge (Sitting By The River).

Di sicuro per un disco del genere non esistono mezze misure: dall’ascolto di Fuzz Days si può uscire solo folgorati o devastati. Di certo, negli appena 28 intensi e laceranti minuti di questo lavoro Gli Sportivi sfoggiano con sicurezza e senza esclusione di colpi la loro forma migliore di sempre.

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