Recensioni

Primo disco di inediti del duo estemporaneo devoto alle cover di Paolo Conte e composto da Giacomo Toni / Lorenzo Kruger (Nobraino), in altre parole, Gli Scontati. I buoni riscontri live raccolti dal progetto hanno dunque giustificato un album autografo che prende da esempio la lezione stilistica del cantautore di Asti, applicandola fedelmente a un pugno di brani originali. C’è anche l’aneddoto in bilico tra realtà e finzione a giustificare la sortita: «durante la ristrutturazione di un albergo a Cesenatico – si legge nelle note stampa allegate – viene ritrovata una cartella con testi e spartiti che probabilmente era stata smarrita anni prima e che nessuno aveva mai rivendicato. L’ex proprietaria dell’hotel aveva conservato questo materiale per anni e ce lo ha regalato dopo aver assistito ad uno spettacolo degli Scontati. Lei che è una grande appassionata (ed è anche musicista) ha sempre pensato che fossero dei brani inediti del grande maestro; probabilmente smarriti chissà come da qualche suo collaboratore (visto che di fatto lui non è mai stato suo cliente)».
Unico dettaglio surreale in un disco che non riesce a suonare troppo ironico (e non siamo sicuri che l’intenzione fosse quella, nonostante lo stile surrealista tipico dei progetti di uno come Toni), ma anzi si prende sul serio in una filiazione che tuttavia, in qualche frangente, sa un po’ di forzatura. Non tanto per la qualità dei brani – quella c’è, ma del resto Toni e Kruger hanno alle spalle un bel po’ di chilometri macinati nello scrivere canzoni – quanto per un’attitudine e una personalità che alla fine non emerge. Insomma, Conte non è credibile solo perché è un autore di canzoni con un suono preciso, ma perché lui stesso è le canzoni che canta e lo stile musicale che propone, parte integrante – anche biograficamente – di una “filosofia” costruita diesis dopo diesis sulla tastiera del pianoforte. L’omaggio indiretto piano/voce dei due musicisti romagnoli, invece, funziona nei momenti più intimisti (Maestra di ballo, il valzer di Walter) ma ci pare in generale un po’ troppo prevedibile, e non solo nello scapicollare saltellante di Quella lì o nel ragtime di Genio – ovvero gli episodi più riconoscibili e contiani del pacchetto.
Partendo dal presupposto che il compito assegnato era improbo già in partenza, ci saremmo aspettati una lettura più personale e meno didattica, tralasciando il fatto che comunque c’era quel cordone ombelicale dichiarato in partenza a ricordarci che il pericolo dell’esercizio di stile poteva essere dietro l’angolo.
Amazon
