Recensioni
Glenn Branca
Indeterminate Activity Of Resultant Masses
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Gaspare Caliri
- 1 Gennaio 2007

Dopo Ascension, prima delle Sinfonie, Glenn Branca produsse nell’1981 una lezione intrisa del sapore militaresco del suo “esercito di chitarre”, che chiamò Indeterminate Activity Of Resultant Masses. Vi suonava, di mezzo alla decina di chitarre chiamate a eseguire, anche la futura gioventù sonica di Thurston Moore e Lee Ranaldo, oltre a David Rosenbloom, tra gli altri, e lo stesso Branca. In aggiunta, batteria e timpani. (Mis)interpretando l’aura di magnifico sfacelo totalizzante della composizione, non concentrandosi sul blocco dissonante dei timbri, dopo averne sentita l’esecuzione, John Cage in persona si lasciò andare (in una conversazione con Wim Mertons) a un pesante giudizio sul leader dei Theoretical Girls.
Cage bollò Branca e la sua musica come “fascista”, o, per meglio dire, come potenzialmente fascista. C’è da chiedersi: ha peso l’autorità nell’avanguardia, se di autorità e avanguardia si può parlare? Dopo tutto, non lasciare indifferente Cage è già motivo di interesse. E poi: ogni misinterpretazione è un’interpretazione cui tener conto, comunque valida? Se sì, o si taccia Cage di essersi comportato da restauratore, il che francamente poco si associa al suo ruolo storico, o si rivede Branca, l’inquietudine trasmessa dalla scordatura complessiva della massa chitarristica, e si fa quadrato – deduttivamente – attorno all’incomprensibilità del buco nero post-punk. Così, si possono focalizzare alcune declinazioni spesso auto-contraddittorie di quella macro-corrente, anche e soprattutto estetiche – motivo per cui mi sento di dire che mi piacciono i suoni industriali, nonostante siano spaventevoli, per esempio. Ma questo è un altro discorso. Di certo il giudizio di Cage va ponderato in relazione alla sua arte aleatoria, del tutto lontana, sul piano compositivo, dall’organizzazione scientifica dello stridore branchiano.
Il modo migliore per dar conto di questo celebre alterco era pubblicare quella composizione (rimasta inedita da allora) e di allegarle la registrazione dell’intervista suddetta, per sentire senza intermediari le ragioni del giudizio, e le cose dette (prima e dopo) la visione generale cageana. La notizia è che proprio questo è stato fatto da Atavistic, in un album dal titolo omonimo al brano che comprende l’incursione argomentativa di Cage come seconda traccia (ricambiata, nel booklet, da un intervento in proposito dello stesso Branca). Chiude il disco Harmonic Series Cords (anch’essa inedita), non imprescindibile sinfonia di Branca su commissione eseguita nel 1989 dalla The New York Chamber Sinfonia.
Ognuno calcoli se gli basta l’indubbio valore documentaristico dell’uscita, perché gli venga consigliata. Quel che si può aggiungere è che troverà la carica monolitica di Indeterminate Activity… simile al brano Ascension, e ancor più al terzo movimento della Symphony No.1, se già conosce Branca. Che si tratti di fascismo o di espressione della modernità, di leziosità o avanguardia, di sicuro nasce da un’angoscia certa e la fa perdurare.
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