Recensioni

Desolazione pura, l'ultima coppia di Ep di Ielasi. Desolazione compiuta.
Giuseppe Ielasi, già da tempo, riprogrammava i propri codici passando dalla macro-poetica elettroacustica degli albori ad una micro-fisiologia digitale, chirurgica per la sua esattezza formale, e glaciale per l'assenza sostanziale di melodie.
15 tapes è come un grande parco naturale incapsulato all'interno di una cpu autistica quanto dislessica. 15 brevi traccie, meme-riduzionistiche – per forma e pachidermica sostanza – si susseguono in maniera ammutinata, per istantanee, con suoni talvolta (bi)cicli(ci), di superfici rettrattili o insetti captati o varchi ambientali. Del Ielasi prima maniera, si percepiscono la dislocazione spaziale, gli ammutinamenti sonori quasi ginnici, la gravitazione della massa sonora. Di nuovo c'è la durata dei singoli interventi: corta non solo per brevità, quanto per semplificazione. Assente di cinematica, e per questo percepibile per sensi più intellettuali che visivi, gli spazi perlustrati tra un nanosecondo e l'altro delle sue scansioni si riempiono di suono puro. Un codice senza più codificazione.
In quest'utopica riduzione delle forme, i romantici ci scorgerebbero l’assenza della poesia, i puristi dell’elettronica un mero allinearsi di campioni in voga in certe produzioni teutoniche di una decina d’anni fa. Noi, come la chiamerebbe Blanchot, leggiamo LA forma neutra: una meccanica spogliata di materia, una metafora della vita attuale, l’istantanea della totale assenza di dialogo.
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