Recensioni

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Viviamo in un presente in cui alcune riflessioni vengono spesso relegate ai margini di un’esistenza vorticosa, che lascia – programmaticamente – poco spazio alle prese di coscienza. Accettiamo lo stato delle cose come normale, governato da leggi ambigue ma che nel tempo acquistano la durezza di un assioma. Eppure proviamo disagio, chi più e chi meno, nel rapportarci con un contesto siffatto.

Il nuovo libro di Giuseppe Gisva Ricci, E giustizia per tutti, accende i riflettori proprio sull’argomento che riguarda tutti molto da vicino. E lo fa con linguaggio febbrile che mescola alto e slang, e inframezza l’italiano con calembour in inglese; una poetica articolata – che potremmo definire post-tondelliana – ben sostenuta e capace di piazzare chiose illuminanti che fanno scorrere il romanzo piacevolmente.

La storia di Saimon che vive e lotta a modo suo in un mondo fatto di commercio dei rapporti umani e smania di visibilità; quello che procede per stili di vita effimeri – come spesso è – e derivati dalla società dello spettacolo generatrice di cultura. Il protagonista porta con sé qualche certezza, le cose in cui crede, ma anche tutti gli umani dubbi che lo attanagliano: è costretto come tanti a scendere a patti con un mondo del lavoro quanto mai sfruttatore e ingiusto; scrive il suo diario che aggiorna con frasi sferzanti, come una specie di Ennio Flaiano punk; lavora come barman in una discoteca di grido, l’Aristokrat, ma ama la musica indipendente, soprattutto quella che muove da valori etici. E ne ascolta tanta. Per citare qualche nome, si va da Fuzz Orchestra, Bachi Da Pietra, San Leo, passando per Fugazi, J Mascis, FöllakzoidGodspeed You! Black Emperor, e fino a David Bowie, Baustelle, Area, Death Grips e Bologna Violenta.

Una narrazione che si dirama in una coralità di personaggi, da Iole, la “sexy collega del protagonista”, alla fauna che popola il locale in cui è impiegato e fino agli occasionali datori di lavoro. Sarà però l’incontro con la stramba e bellissima Anna a far uscire Saimon dal guscio, portandolo a nuove consapevolezze e conoscenze – ma anche a nuove musiche e modi di intenderle. Un sottomondo di persone distinte da numeri, stavolta enumerate in modo diverso da come succede alla luce dell’asfittica esistenza quotidiana, che evoca tragici eventi storici del passato e lo convince a scelte radicali, disperate e visionarie. Un contesto capace di mettere alla prova il suo sentire che porta a uno sviluppo inaspettato quanto intelligente della vicenda.

Ricci scrive un romanzo breve ma denotato con slancio avvincente, evita cliché moralisti e sa speziare il racconto con rapide pennellate, dettagli capaci di alludere a brutte faccende esistenziali. Ci regala un’esposizione demistificante e non scontata del porsi domande, in bilico tra consapevolezze messe a dura prova e perplessità inaspettate, fornendoci una possibile mappa per districarsi in un labirinto di “pubblicità”; quella che innesca atteggiamenti controproducenti e corrosivi dei valori etici. Per fare tutto ciò gioca con l’immaginario, visto che si tratta oramai di un territorio politico e politicizzato utilizzato dai poteri in gioco per la sua definizione sociale.

La cosa interessante, tuttavia, è che il libro non indica solo una strada, ma chiama in causa il lettore a confrontarsi in modo per nulla didascalico con le tematiche trattate. Si può essere o meno d’accordo con i dettagli delle questioni, ma non si possono eludere i problemi di fondo. E questo è un valore aggiunto di una storia che funziona molto bene.

A corollario, gli interventi pungenti di due nomi d’eccezione: Bruno Dorella, membro, tra gli altri, di Ovo, Bachi da Pietra e Sigillum S, che analizza le contraddizioni dell’esistenza quotidiana tratteggiata nella storia attraverso la propria esperienza di vita e di musicista; nonché quello di Fabio Ferrario dei Fuzz Orchestra, che, con dovizia di citazioni e fonti, ricostruisce frontalmente il senso di alcuni termini spesso mistificati, come Democrazia, Progresso o Economia. Il completamento migliore per una lettura affascinante.

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