Recensioni

Dopo l’importante esperienza come chitarrista negli Amor Fou a fare da intermezzo (si veda il bel I moralisti, 2010), il milanese Giuliano Dottori arriva in proprio al terzo album solista, primo capitolo come da titolo di un discorso autorale già in parte intrapreso con il penultimo Temporali e Rivoluzioni (2009).
L’arte della Guerra Vol.1 (con Marco Ferrara al basso e Mauro Sansone alla batteria) esce su etichetta propria – la nuova Musica Distesa, fondata con il fratello Corrado -, dopo una fortunata raccolta di finanziamento su Musicraiser a inizio anno; il songwriting lucido ed essenziale di Dottori si affina ed asciuga sempre di più, ricordando stilisticamente per certi versi l’ultimo Paolo Benvegnù, ma è una scrittura sempre più personale la sua. In punta di piedi fa un bilancio, prendendo spunto dal manuale di saggezza e tattica bellica L’arte della Guerra di Sun Zu; l’album rappresenta un nuovo inizio, come una rinascita. Ci sono solitudine, attesa, riflessioni e ricordi familiari, relazioni tra presente e passato, ma anche guardare avanti, disincanto e ironia sottile sulla contemporaneità e sulla propria generazione over 35, il tutto colorato di un senso di speranza partecipato e palpabile.
L’arte della guerra o come sopravvivere all’oggi tumultuoso, riflettendo su se stessi e sulla propria crescita. Con intelligenza e grazie a trame dipanate, tra chitarre, piano, melodie forti e soluzioni sperimentali, con tocchi psych e folk. Un bel disco che cresce ad ogni ascolto.
Amazon
