Recensioni

Giulia Spallino esordisce con un omonimo EP che la aggiunge di diritto alle fila delle voci femminili italiane d’eccellenza che bazzicano quei territori ibridi tra trip hop, soul, r&b e morbidità elettroniche assortite. Quella bella crew che comprende, per intenderci, le Suz, le Francesca Amati (Amycanbe), le Meg, e potremmo andare ancora avanti. Proprio con quest’ultima si potrebbe tracciare più di un parallelo, visto che anche l’EP della vocalist bergamasca può vantare la produzione del collettivo Mamakass (già al lavoro anche con – tra gli altri – Dargen D’Amico e Andrea Nardinocchi). Disco dal formato breve ma non troppo, tanto da rasentare lo status di mini-album (6 brani per 25 minuti totali di durata), questa prima prova mostra l’interprete orobica sicura di cosa fare e sicura di saperlo fare bene.
Dall’apertura affidata al singolo (corredato da un relativo – e bel – video) Insomnia agli echi di Tricky della conclusiva Psycho, le tracce si muovono con eleganza e consapevolezza tra fumosità bristoliane filologicamente ortodosse e ritmiche che lambiscono in più di un’occasione sfumature al confine con la trap. Giulia canta (bene) in un’inglese impeccabile a metà tra Kelela e AlunaGeorge, una voce calda e dal timbro radicalmente black. Teniamola d’occhio.
Amazon
