Recensioni

Poeta e librettista, il bresciano Giovanni Peli – classe '78 – può vantare in repertorio svariati album autoprodotti lungo i famigerati anni zero. Il presente EP omonimo rappresenta quindi una sorta di debutto ufficiale ed è forse il pezzo migliore dei cinque usciti nella serie Eureka2 della Kandinsky. Un pugno di tracce che alla disinvolta pregnanza dei testi – storie minime, meditazioni, situazioni – abbina una bella sensibilità musicale e melodie accorte.
Echi sparsi di De André, Tenco e Fossati, vaghe suggestioni Fred Neil e Tim Hardin, restando ad ambiti più recenti potrebbe sembrare un Filippo Gatti frugale o una versione (parecchio) pacata dei Marta Sui Tubi. Insomma, quello di Peli è un andare oltre la semplice narrazione in musica per abbracciare il mistero e la potenzialità della canzone.
Notevole biglietto da visita, aspettando conferme sulla lunga distanza.
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