Recensioni

7.1

Qui da noi il suo nome dirà poco o niente, ma in Gran Bretagna la stampa si è stracciata le vesti per riconoscere la sua bravura. Georgia, classe 1990, è la figlia del cofondatore dei Leftfield, Neil Barnes, ed è già stata batterista per Kwes e Kate Tempest. Ispirata da un live di Oneohtrix Point Never, ha poi deciso di far musica per conto suo e il risultato è stato un debutto nel 2015 per Domino accolto calorosamente. Quattro anni dopo le cose vanno anche meglio, perché nel 2019 vince il premio “one to watch” agli AIM Independent Music Awards e nel 2020 pubblica Seeking Thrills, il disco che l’ha fatta entrare in classifica generale britannica, permettendole di raggiungere il primo posto tra gli album indie.

L’esordio mescolava gli esotismi di Mia con le sferzate dei Death Grips e segnava un periodo in cui, come ammette la stessa Barnes, le dipendenze avevano la meglio sulla ragazza. La stessa ha deciso di darci un taglio ed eccola qui a bandire alcol e fumo e, soprattutto, a frequentare i rave da perfetta sobria.  Sarà stata questa nuova condizione a ispirare l’edonismo in chiave dancefloor di Seeking Thrills, un album in cui Robyn e la house di Chicago si mescolano in ritmiche incalzanti e bassi vibranti, conditi da atmosfere che sovrappongo gli Ottanta ai Novanta.

Il sontuoso intro di Started Out lascia spazio a melodie ipnotiche e cangianti; caratteristica che attraversa tutto l’album. Ray Guns conserva il legame con il sound del precedente disco, mentre Till I Own It garantisce qualità anche quando i bpm si abbassano e le atmosfere 80’s emergono di prepotenza. Se Ultimate Sailor è per lo più un intermezzo evocativo, non mancano i singoli: la potente 25 Hours, l’oscura About Work The Dancefloor e la nevrotica The Thrill svolgono il loro lavoro in maniera impeccabile.

Seeking Thrills è l’altra faccia della hauntology: è post rave quando la festa è ancora nel pieno, è revival ma suona allo stesso tempo fresco pur caricandosi di una tradizione elettronica britannica pulsante. Ma la ragione per la quale vale la pena ascoltare Georgia è la più antica, e la più veritiera: fa della gran bella musica.

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