Recensioni

7

“Un inno alla fine dei miei 20 anni: anti-escapismo, fatto di piccoli altarini, critiche e soluzioni” Luca Galizia, alias Generic Animal commenta così il suo nuovo disco Il Canto Dell’Asino. Il cantautore e polistrumentista varesino di 29 anni esplora con più coraggio le spezie che già caratterizzavano il predecessore Benevolent (2022) e il breve EP Mondo Rosso (2023).

Dopo aver sondato le tenui sonorità dell’emo rap in EMORANGER (2018), e aver flirtato con il mondo hip hop in Presto (2020), Galizia sembra intenzionato a staccarsi da tali sonorità, abbracciando pienamente un indie rock tendente al pop, che abbraccia post rock, cantautorato e country. All’album ci lavorano Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT), Jacopo Lietti (Fine Before You Came), Yakamoto Kotzuga (conosciuto principalmente per le collaborazioni con Mecna, Dardust, IOSONOUNCANE, oltre a varie colonne sonore e interventi nel mondo della moda) e altri musicisti meno noti, che costruiscono un ensemble strumentale ricco e variopinto.

Al contrario della quieta atmosfera di Benevolent, Il Canto Dell’Asino trasuda una frenetica urgenza espressiva. Chitarre e percussioni sono protagoniste, energiche, trascinanti, a volte sporche e punk, altre volte più candide e “folkeggianti”. Poi pianoforti, sassofoni, synth e viole si insediano alternatamente lungo una tracklist difficilmente incasellabile. Galizia calza a pennello nel calderone sonoro che si crea, costruendoci sopra vocalizzi imperfetti ma coinvolgenti ed espressivi, traducendoli occasionalmente in uno strumento vero e proprio, mescolato al resto. A volte grida disperatamente, come nella crescente Spirito, in altri casi è soffice e fiabesco (la ballata di pianoforte Trampolini ne è un esempio perfetto).

Tra dediche sarcastiche, flussi di coscienza strampalati e amare meditazioni si delinea un personaggio travagliato ma sincero, confuso ma positivo, così come l’asino per l’appunto, l’animale più incompreso della fattoria. Galizia si racconta con spontaneità, a 360 gradi, in intime poesie, piccoli altarini come dice lui stesso. Parla di amici che non ci sono più (Eric Che Fai?), imperfezione e solitudine (Zero, Bobby Ballad), sogni ingarbugliati (Trampolini), amore e illusioni (Karaoke), spiritualità (Spirito), bizzarri aneddoti (27), tutto nel purgatorio tra onirico e reale, tra disperazione e slancio vitale.

Il Canto Dell’Asino è un lavoro in cui è facile rispecchiarsi, in cui scorci del proprio vissuto si riescono a notare. Un apprezzabile raccoglitore di cartoline musicali, dove un ragazzo alle prese con la crescita si racconta a cuore aperto nel modo più maturo e ambizioso della sua carriera.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette