Recensioni

Sarà anche il padre di molta musica electro-pop che abbiamo in cuffia oggi, ma il ritorno di Gary Numan che va a rimescolare vecchi pezzi tagliandoli con la mossa pseudoindustrial commercialoide à la NIN non fa presagire niente di buono. L’anno prossimo il vecchio drago ha infatti annunciato che uscirà il suo nuovo disco di inediti Splinter.
Qui tenta di fare il fico truccandosi con l’eyeliner nero (a 53 anni puoi anche farne a meno Gary) e spiattellando singoletti che rivangano inutilmente la tradizione synth-pop inglese dei Depeche Mode (When The Sky Bleeds He Will Come) con l’immaginario wave-emo-dark che chiama in causa le pseudosperimentazioni nu-metal (?) di Marilyn Manson (Big Noise Transmission) o Deftones (Dead Sun Rising). E dire che l’avevamo trovato da poco in una comparsata niente male (My Machines) nel secondo disco dei Battles. Riprenditi Gary, ti aspettiamo alla prossima.
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