Recensioni

I Gardens & Villa si riaffacciano sul mercato discografico solo un anno e mezzo dopo la pubblicazione di Dunes. Il gruppo capeggiato da Chris Lynch e Adam Rasmussen ha impiegato poco ad elaborare il nuovo progetto discografico Music For Dogs. Complice la smania di far dimenticare il precedente lavoro – che stando alle ultime dichiarazioni, pare sia stato imposto dalla label – i due hanno elaborato le undici tracce in preda ad un rinnovato delirio creativo libero da vincoli.
Il disco debutta con Intro, una premessa sonora che allude ad alcuni concetti espressi nei brani successivi: una fonte elettronica circolare promuove un sibilo via via più intenso. Un vortice che ammannisce, ingloba e risputa il centrifugato isterico di Maximize Results, la prima vera traccia, condotta dal consueto falsetto di Lynch. I temi trattati da Gardens & Villa fanno luce sugli aspetti controversi della vita social al giorno d’oggi. Mettono in risalto quel dio globale che oggi sembra sedurre tutti, indistintamente, attraverso atmosfere irreali sostenute da un accumulo di entropia distruttiva. Baluardi di queste riflessioni sono la melodica Fixations, srotolata su arpeggi acustici e fraseggi di sintetizzatori debitori verso l’epoca thatcheriana, e una Everybody («Everybody wants the new you/ No one cares who you are») che sembra riprendere il dogma già espresso da Dylan in Maggie’s Farm («Well, I try my best to be just like I am/ But everybody wants you to be just like them»), dalla realtà working class tutta sudore e sfruttamento alla realtà virtuale dove trucchi e messa in scena imperano.
Ad accompagnare una ritrovata consapevolezza nei testi sono acquosi fraseggi campionati e incursioni noise. Su tutto, le armonie vocali sembrano il più evidente tratto distintivo della band: su di esse si avviluppano fragili pennate di chitarra acustica accompagnate da enfatiche architetture di pianoforte o tastiera. Atmosfere sospese consegnano all’ascoltatore percezioni estatiche infrante da indolenti episodi ritmati (General Research, Jubilee) che attingono dallo psychedelic pop, dallo shoegaze e dalla new wave. Una frenesia elettronica che inquadra perfettamente lo stile piuttosto derivativo dei Gardens & Villa.
Un tocco di originalità e una minima caratterizzazione ulteriore delle tracce avrebbero consentito a Music For Dogs di emergere dalla bruma; invece, questa pubblicazione resta fortemente legata all’ordinarietà. Eppure l’intento dichiarato era quello di sparigliare le carte messe sul piatto dal precedente lavoro.
Amazon
