Recensioni

6.7

Non c'è nulla di innovativo nell'esordio “adulto” di Gabriel Sternberg. Eppure questo Endless Night non lo schiodi dal lettore cd, tra un singhiozzo malinconico e un sospiro pop (Marzena), uno sbuffo in stile Chopin (Silent Day) e uno schizzo carezzevole à la Kings Of Convenience (Soon), a dimostrazione che il cuore, a volte, può, là dove l'ingegno e la tecnica non riescono. Che poi vuol dire che l'essere onesti, a volte, paga, anche quando per farlo, si sacrifica un po' di originalità sull'altare della catarsi, un po' di ritmo a vantaggio dell'intensità. 

E allora ben vengano le lentezze narcotiche d'organo di Please Don't Leave Me, l'aroma Mojave 3 di Close To Me, le oscillazioni misurate di Willow Tree, se l'obiettivo è mettere in musica e senza filtri le inquietudini di una vita. Soprattutto se la vita in questione è quella di Gabriel Sternberg, vivace polistrumentista italo-tedesco dalla voce soffusa e i modi cortesi, innamorato dei paesaggi della Baviera ma di casa a Milano. 

Un' esistenza che ha trovato nella cricca di Canebagnato Records un alter ego ideale, impegnato in questa sede a restituire la cortesia spedendo dietro al tavolo del mixer e alle chitarre “aggiunte” Christian Alati dei Don Quibòl.

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