Recensioni

Tommaso Pandolfi aka Furtherset, discografia ampiamente raccontata sulle nostre pagine, fa il suo esordio sulla lunga distanza nel 2013 con Holy Underwater Love (Concrete Records). In precedenza, una manciata di EP, ma soprattutto apparizioni live di livello al Club 2 Club (Torino) e al TPO (Bologna). Sulla neonata Bertrand Tapes, esce ora con il suo secondo album, registrato tra settembre e dicembre dello scorso anno.
How To Be You segue la traccia segnata da Holy Underwater Love. Elettronica fredda, che si apre ai grandi spazi con riverberi infiniti, umorale nel suo continuo spostamento di focus tra shoegazing digitali e spaccati astratti. Poi gli innesti vocali, sempre presenti, nascosti dai sintetizzatori o mandati in loop con inconsapevole attitudine punk. Una visione rarefatta, destrutturata e meno scientifica dello scientismo sonoro degli Autechre da Incunabula in poi, prima ancora di certe affinità alla saga Plaid che Pandolfi aveva meglio declinato nel suo Old Quantum Theory EP (Techowagon Recordings, 2011). Breakbeat plastici (Sleep), rincorse in overdrive verso il nulla (Be Someone Else), affondi di basso in una marea di field recording (Miroir): How To Be You è un disco che riflette tutta la libertà di manovra tipica delle menti non ancora sporcate dalle rigidità accademiche.
Qualche sintesi scomposta, eccessi sinceri di quell’assenza di strutture ben dosata nel resto del lavoro, ma anche pezzi che rimettono ordine, austeri, luminosi, come Nothing. Nove immagini nelle quali si riconosce l’ipotesi di un disegno di fondo, una sorta di impronta caratteristica, preferita dallo stesso Furtherset rispetto alle estemporaneità dei numeri da extended-play.
Amazon
