Recensioni

6.8

Quando due mostri sacri si incontrano di nuovo, la storia si ripete. Orlando Voorn, che qui recupera Frequency (uno dei tanti moniker della carriera), è olandese e attivo dalla metà degli anni Ottanta con un background di electro e Hip Hop, uno che si è costruito una carriera di tutto rispetto come ambasciatore techno in Europa per conto di Detroit prima e come produttore di culto del genere per eccellenza poi. Juan Atkins, che non ha certo bisogno di presentazioni, è semplicemente il Godfather of Techno. I due hanno firmato di recente Mind Merge (che esce per la label berlinese, gestita da due italiani, Out-Er), lavoro che li vede collaborare nuovamente a 25 anni di distanza dal singolo Industrial Metal.

E quel che ascoltiamo in queste nuove tracce è, neanche a dirlo, techno allo stato puro, sintesi perfetta dell’anima anarchica e cruda di Frequency e delle visioni futuriste e astratte di Atkins. Non mancano i tagli funkeggianti e jazz, come il giro di basso che accarezza i fianchi di Pure Soul, le tastiere in libera astrazione e le atmosfere smooth nella title-track. Anche perché, ricordiamolo, se Kevin – The Elevator – Saunderson, assieme a Atkins e l’innovator Derrick May, sono i mitici Belleville Three, quelli de «like George Clinton and Kraftwerk stuck in an elevator», è sulla trasfigurazione elettronica del (p)funk che Voorn ha costruito la sua carriera fin dagli esordi ed incontrato idealmente i favori della Motor City.

Il treno ad alta velocità Entourage sfreccia tra frustate tipiche di Voorn e arpeggi spaziali di quelli che Atkins ha insegnato nei suoi celebri dischi per Metroplex. Su questa scia si muovono Back To The Future e l’apertura Beyond The Beyond, che trascinano l’ascoltatore in uno spazio alieno immaginando un futuro che ormai è già passato. Spirali ipnotiche e stab irresistibili anche nella trascinante Spacewalkers, nelle nenie oniriche da prime luci dell’alba di Reloaded (presente solo nella versione digitale dell’album insieme ai maldestri tentativi dubstep di ACE) e nel banger Revolve, unico episodio colorato in scaletta che suona come Robert Hood agli esordi.

Negli arpeggi sintetici, nelle geometrie mitologiche che collegano il vissuto ordinario con mondi altri, nella techno ammaliante e propulsiva, i due si confermano maestri assoluti ma, come abbiamo ascoltato anche nei lavori di Atkins con Moritz Von Oswald, rimaniamo all’interno di un terreno di riconoscibilità e classicità. Mind Merge è un fiero disco techno che si aggiunge ai classici di Detroit non come un leone in una gabbia, ma senz’altro come una bestia ancora affamata.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette