Recensioni

Celebrazione tardiva del dittico sessantottino Lumpy Gravy-We Are Only In It for the Money (il disco più scopertamente sperimentale di Zappa, e il suo preferito, il primo; la sua satira in presa diretta del flower power e della psichedelia il secondo) con un audio-documentario in 3 cd che scava nelle session dei due album, sul modello di quanto già fatto nel 2006 per il quarantennale di Freak Out! (con quel MOFO pubblicato inopinatamente in due versioni, doppio e quadruplo cd, tra loro complementari). Il primo disco contiene allora l’Ur-Lumpy, ovvero la primissima versione solo orchestrale senza i mitici “dialoghi del pianoforte”, prodotta per la Capitol nel ’67 e poi rifiutata (reperibile prima d’ora solo su bootleg), più la versione mono di We Are.
Il secondo i remix 1984 di Lumpy, inedito, e di We Are, usato invece per la prima stampa su cd (1986) e oggi introvabile. Si tratta di un remix terribile, voluto e fatto da FZ in persona, criticatissimo dagli zappofili, e giustamente, perché mette in scena un disco del tutto falsificato, se non massacrato, con le linee di basso e batteria risuonate ex-novo, alcuni pezzi accelerati, un timbro generalmente più acido, come solarizzato. Oggi che la versione definitiva dell’album su compact restituisce il mix originale, questo qui resta come documento, interessante, strano, ma soprattutto inoffensivo: specchio di certe fisime zappiane anni Ottanta.
Il terzo disco contiene gli inediti veri e propri, come già da MOFO: prove e dialoghi di studio, versioni alternative e frammenti di interviste. Interessante soprattutto la lunga macedonia di How Did That Get In?, dalle session di Lumpy Gravy, che passa in rassegna, senza soluzioni di continuità, parti strumentali e orchestrali non editate, due soli di chitarra blues e sezioni impro free-rumoristiche.
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