Recensioni

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Ripetiamo. Il 19 settembre 1985, Frank Zappa, assieme a John Denver e Dee Snider, faceva la sua prima apparizione davanti al Congresso americano per opporsi alla proposta di legge presentata dal Parents Music Resource Center capitanato da Tipper Gore (la moglie dell’illuminato Al), e cioè quel “comitato delle donne a modo” – citiamo Giordano Montecchi che citava a sua volta Il Vernacoliere – che intendeva censurare i testi spinti e/o violenti delle canzoni dell’epoca. Erano quelli gli anni del naked funk e del Prince sporcaccione e masturbatorio di Darling Nikki, dell’hair metal dei Twisted Sisters, del cocaine pop di Barry Manilow, delle primissime uscite gangsta rap, della nascita di MTV e dei videoclip su scala industriale. La proposta di legge non venne approvata, ma portò comunque ai celebri adesivi “Parental advisory – Explicit lyrics”, detti altrimenti Tipper sticker.

Per celebrare l’anniversario di quella battaglia (25 anni lo scorso settembre), lo Zappa Family Trust ha pubblicato questo compact che restituisce ampi estratti dalle deposizioni di FZ (all’epoca già utilizzate nel collage Porn Wars contenuto nel disco Frank Zappa Meets The Mothers Of Prevention, oltre che riassuntate nella sua autobiografia ufficiale), introdotti e chiusi da una versione alternativa (ma non sembra proprio) del pezzo per Synclavier Reagan At Bitburg (contenuto nel capolavoro postumo Civilization Phaze III).

Ecco, Gail, dopo questo e dopo Talib Kweli che massacra Willie The Pimp (sul più indegno dei tre volumi dell’iTunes only Birthday Bundle), il prossimo cos’è, Frank che legge l’elenco telefonico?

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