Recensioni

7.1

E se applicassimo il french touch all’indie pop arioso e solare dei Vampire Weekend? Verrebbe fuori qualcosa di non troppo diverso da E Volo Love, romanticissima opera di questo quartetto di galletti ingaggiato da Domino dopo un lungo corteggiamento del leader François Marry, ragazzetto di La Rochelle  trapiantato a Bristol, il mito dei Pastels nel cuore e un pugno di canzoni in tasca. Detto che a nostro avviso il genere in questione sembra essere entrato in una sorta di coma vigile (dopo la definitiva affermazione di Ezra Koenig & co. quasi nulla; andiamo molto meglio se guardiamo dalle parti del revival wave-shoegaze-post punk), un dischetto apparentemente leggero e innocuo come questo potrebbe ben costituire la proverbiale boccata d’aria fresca.

Dipende anche da quanto le vostre orecchie riescano a tollerare l’accento francese, certo: c’è chi troverà adorabile Les Plus Beaux, con le sue aperture afro-pop da colonia di fine ottocento (mixa Jean-Paul Romann, già con Tinariwen), e chi invece leggermente irritante Muddy Heart, in un bilinguismo che affascina più che altro per il gusto dell’esotico (pienamente riflesso anche nelle spezie etniche largamente sparse nelle musiche). Poi però arriva Slow Love e in fondo c’è del sublime in tutto ciò, come si ravvisa anche nell’accoramento alla Morrissey meets Velvet Underground (altezza terzo album) di Azrou Tune e Do You Want To Dance,  nei toni da cattedrale (alla Cat’s Eyes) di Bail Eternal, mentre Buried Treasure strizza efficacemente l’occhio ai Pulp, non a caso eroi delle reunion targate 2011; appurata a fondo scaletta anche una discreta propensione per l’electro-pop (Piscine), vi è il sentore – o meglio, la quasi certezza – che questi quattro sappiano toccare i tasti giusti, nonostante (o proprio in virtù del) melange stilistico. Non lo scossone tellurico che ci vorrebbe, piuttosto un interessante (e promettente, via) solletico.

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