Recensioni

6.8

Arrivato alla seconda uscita solista (dopo l’EP autoprodotto Dinecessitavvirtù, con la collaborazione artistica di Fabio Rizzo-800A), il siciliano Francesco Vannini conferma con Tornando a noi (coprodotto insieme a Paolo Messere) la sua fervida vena autoriale, che si nutre essenzialmente di cantautorato classico italiano, con una forte connotazione pop.

Songwriting di ispirazione italiana, si diceva, infatti il musicista palermitano ha dalla sua ascendenze che toccano principalmente Francesco De Gregori e Ivan Graziani, per citare due nomi importanti; Vannini trasfigura le influenze, inglobandole nella sua scrittura, mai banale. È attento osservatore della realtà (la normalità nella title track Tornando a noi, Qui) e riflette sulle sue brutture (L’uomo che sapeva troppo, dove sapere costituisce un pericolo, Prima o poi sulla piaga del “pizzo”, Un uomo qualunque dedicato a Giorgo Perlasca, che durante il secondo conflitto mondiale salvò migliaia di ebrei dai campi di concentramento); si fa poetico ne Le mongolfiere, più lieve ne L’ultimo Show, avvicinandosi ad altri cantori della realtà contemporanea quali Dario Brunori. Nel disco è presente anche un duetto con il cantautore Goran Kuzminac (Il viaggio).

Tornando a noi è quindi un album compatto di songwriting pop, che si ascolta tutto d’un fiato. Gran bell’esordio sulla lunga distanza.

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