Recensioni

Venti teatrini cinematici, mini colonne sonore per cortometraggi arguti, malinconici, beffardi, insidiosi, meditabondi, guizzanti. Il folk-blues come una bussola per perdersi con più gusto tra lidi jazz (casomai acid) e plaghe ambient, indugiando sulle suggestioni resinose del sirtaki per poi scuotersi di elettricità cupa ed elettroniche asprigne. Il polistrumentista Francesco Giampaoli (svariati tipi di chitarre e tastiere, vibrafono, contrabbasso, percussioni…), che abbiamo di recente incontrato nei Sur e già al lavoro tra gli altri con Bob Moses e Rita Marcotulli, si è concesso questo esordio a proprio nome con l'aiuto di un pugno di sodali (il trombettista Maurizio Piancestelli, DJ Nada, un Roberto Rossi esperto in chincaglierie esotiche…).
Il risultato è A caso, disco che sorprende per la generosità variegata ma sempre congrua delle trame (tutti i pezzi sono originali), un lungo carosello romantico e sinistro, ironico e avventuroso, chill-out per chi non teme di mettere in circolo il neurone tra una svolta e l'altra delle umane cose (incluse quelle musicali). C'è del mistero e c'è del sorriso. E' un labirinto nel quale potresti abitare.
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