Recensioni

7.1

Se non conoscete Francesca Sortino non è del tutto colpa vostra. È che il jazz in Italia non lo sentiamo troppo, se non per qualche meteora che inevitabilmente si mescola con il pop (Gualazzi, Biondi, etc.). Dietro a questi nomi c’è invece un sottobosco di artisti, arrangiatori, musicisti e fan che vivono nell’anonimato (vedi ad esempio la discussione di qualche estate fa sulla nuova scuola jazz italiana).

Quando esce una voce dal coro come quella della Sortino dovremmo essere contenti, sia per l’ottima qualità, sia per il monito che ricorda a noi giornalisti come non si viva di solo rock o di sola elettronica (o di soli talent show). Già presente in Join The Dance di Frisina da noi recensito qualche anno fa, Francesca torna sulla lunga distanza con un disco piacevole e ascoltabilissimo. Per costruire una raccolta del genere va sul sicuro e si affida agli arrangiamenti del trombonista Roberto Rossi (insegnante presso il conservatorio di Verona e collaboratore, fra gli altri, di Renato Zero, Jovanotti, George Michael, Paolo Conte, Lucio Dalla). In più Fabrizio Bosso (tromba in Inside Art), Franco Piana (flicorno in What’s Around) e Pietro Tonolo (sax tenore in All An’ All) aggiungono una componente di classe non indifferente.

Il lavoro non è per fortuna l’ennesima raccolta di standard jazz. Le tracce sono tutte inedite (a parte Theme for Malcom di Donald Brown) e non restano impigliate nel classico stile  “songbook” su cui è facile inciampare. La proposta è varia, sempre nei difficili limiti dell’ascoltabilità anti-skip, ma sembra pur guardare mondi diversi dalla solita struttura A-B-A. Si incontrano infatti tracce come Next Time nelle quali si sconfina pure un po’ sul free, si passa anche per lo spoken word che ricorda atmosfere proto-rap con qualche puntino di elettronica (Inside Art, una delle più convincenti del disco), si va a finire sui fumi delle colonne sonore di Chet Baker (What’s Around) per chiudere con l’electro-lounge del maestro Frisina.

Una voce che meriterebbe molto di più. Malleabile a numerosi paesaggi, la Sortino con questo disco torna al suo grande amore: il jazz (che aveva abbandonato momentaneamente per il pop in The Music I Play del 2008). Alle volte la lunga meditazione porta all’illuminazione. Andate a recuperarvelo.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette