Recensioni

Nove anni son passati da quel Tutto sta per cambiare destinato ad imprimersi come uno dei gioielli misconosciuti del rock d'autore (in) italiano degli anni Zero. Un'era geologica in termini di shobiz. Perciò il ritorno sugli scaffali di Filippo Gatti col secondo lavoro solista è a parere di chi scrive una delle notizie migliori dell'anno. Diciamo subito che l'ex-Elettrojoyce non delude, dimostra uno spostamento lieve ma deciso in direzione concretezza piazzando otto tracce di folk rock autorale dal lirismo asciutto e intenso. La pensosità sanguigna del Folkstudio incontra particelle minimali Americana, estro acido funk blues e spasmi power muovendosi su una linea di confine che impasta prima di separare, cogliendo sintesi sempre credibili, frutti di una calligrafia che dietro la levigatezza delle forme nasconde il piglio brusco della necessità.
Il primo singolo Tutti mi vogliono quando mi va bene stempera l'impeto incalzante del primo Venditti con turbe indie, costituendo assieme a Cattivi esempi e Non sei nessuno (echi del John Martyn più ingrugnito) il trio energico della scaletta, sempre efficaci malgrado una certa semplicità strutturale che comunque non scade mai nel banale. Semplicità che nei pezzi più quieti diventa tenerezza fiera e indolenzita, a partire da Country Song (dna Will Oldham mischiato a quello di Fossati tra slide cremose, armonica e spazzole) per arrivare a Qui (riverbero magico west coast in un incantesimo basale ossessivo Jim O'Rourke), passando dalla sardonica Lettera del cantautore ai presidenti del consiglio, da una Limbo che stuzzica memorie Tiromancino e da una title track tesa e palpitante come un sentimento clandestino. Testi al solito ad alto peso specifico malgrado l'immediatezza, interpretati col timbro caldo e febbrile che ricordavamo.
Potrà rimanere deluso chi (come ad esempio il sottoscritto) sperava in un (altro) lavoro meravigliosamente schivo, più incline all'astrazione che alla sensazione. Ma da un album che va al sodo con ispirazione, dimostrando talento nella cura dei dettagli e idee chiare su come vuole suonare, non si può restare delusi.
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