Recensioni

6.5

A volte abbiamo la necessità di andare alla ricerca di canzoni che siano capaci di ricondurci all’essenza delle cose e alla natura. È come se si desiderasse di essere avvolti da quelle combinazioni di note, suoni e rumori che sono in grado di riprodurre ciò che ci sta attorno. Ecco, allora, arrivare i Fenster. Formatosi nel 2010 tra Stati Uniti, Germania e Francia, il gruppo di Jonathan Jarzyna, JJ Weihl, Rèmi Letournelle e Lucas Chantre, dopo l’ottimo esordio Bones, torna a calcare la scena indipendente europea con le dodici tracce di The Pink Caves.

Il disco riparte dai dettami stilistici che avevano fatto dell’album di debutto una sintesi quasi perfetta tra suoni folk-pop e strutture minimali. Un suono caloroso ed essenziale che ora viene arricchito da curati passaggi elettronici (In The Walls, True Love), capaci di rendere il mondo lirico dei Fenster ancora più suggestivo. Già da l’avvio di Better Days si finisce quindi per essere risucchiati dal vortice di suoni eterei e dalle narrazioni oniriche venate di malinconia cantate dalla splendida voce della Weihl. Fantasmi e presenze spettrali ci accompagnano lungo i 43 minuti, tra le cavernose Cat Emperor e The Light e alcuni momenti più frizzanti (Mirrors, Hit & Run), per poi darci il saluto sulle note a mo’ di ninna nanna dell’outro di Creatures.

Lasciarsi trasportare dai suggestivi passaggi di The Pink Caves è cosa piuttosto facile, e certamente non ve ne pentirete.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette