Recensioni

7

Le canzoni delle piccole cose della vita quotidiana, innervate di (auto)ironia e pedal steel sono il pane quotidiano di questa giovane cantautrice di Atlanta. Giovane, ma non alle prime armi: a 23 anni questo è in fatti il quarto disco (il secondo su Secretly Canadian). L’esordio eponimo è autoprodotto e risale al 2013, cosa che la fa notare alla locale Awful Records, normalmente più votata alla scena urban e black che va per la maggiore in città. Invece crede in questa ragazza bianca che si ispira al folk classico e che si rifà a uno storytelling da canzone americana più classica. A cambiare un bel po’ le fortune di Webster è Barack Obama (!) che inserisce una sua canzone (Better Distractions) in una playlist con le sue canzoni preferite del 2020.

La caratteristica di tutte le sue canzoni è questa capacità di sfornare versi semplici, a volte fin troppo semplicistici, ma che funzionano come frasi da annotare in un diario o condividere in una story su Instagram. Per Better Distraction potrebbe essere il distico «I tried to eat, I tried to sleep / But everything seems boring to me», perfetto per il periodo di lockdown in cui è uscita. In uno dei brani migliori di questo I Know I’m Funny haha canta «I didn’t know that you were right in front of me, until I looked out»: succede in una canzone, In A Good Way, in cui la voce narrante si accorge di come l’altro la faccia piangere, ma in un modo buono. In A Stranger, una canzone che parla della solitudine post-abbandono, si sente «You know, I used to love getting bored / But now, without you, I have so much time to think there’s nothing to think about anymore». Il nome che la stampa ha fatto per accostarla a qualcuna (come se fosse sempre necessario trovare a cosa assomiglia quello che ascoltiamo) è quello di Natalie Prass, soprattutto pensando al disco del 2018, The Future and The Past, scritto sull’onda depressiva dell’elezione di Trump, in un momento in cui pubblico e privato si mescolavano come mai prima nella vita di molti musicisti.

Ma un nome che potrebbe uscire è quello dell’australiana Courtney Barnett per la sua capacità di mescolare in modo agrodolce l’ironico e il tragico della vita quotidiana. Per esempio, Webster racconta in A Dream with a Baseball Player la sua cotta per un giocatore degli Atlanta Braves e confessa che «There’s so much goin’ on / My grandmother’s dead». Ma che si affianca anche a versi zuccherosi al limite del diabetico («if you’re not around, I’m missing a whole half of me»), ma che funzionano nel suo proporsi intima e intimista come l’artista che si confessa dietro al microfono. Ne risulta un disco personale, frutto di tutte le idiosincrasie personali di Webster, che rischia solamente, ballata dopo ballata, di risultare un po’ monodimensionale sul fronte musicale.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette