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Registrato da Luca Tacconi presso lo studio Sotto il Mare di Povegliano (VR), Stile di vita è il secondo album dei Facciascura, band veronese capitanata dai fratelli Carlo e Francesco Cappiotti. A distanza di tre anni dal disco di debutto intitolato Quanti Ne Sacrificheresti?, la band ci riprova con un lavoro che mantiene il suo baricentro ancorato al rock italiano di matrice alternativa. Del resto i Facciascura sono attivi sin dalla metà degli anni ’90, e il sound generale di Stile di vita celebra proprio quel decennio. Forse un po’ troppo, viste le profonde influenze di band quali Afterhours (non a caso, in produzione troviamo Andrea Viti), Scisma e Ritmo Tribale.

Le novità forse più interessanti provengono dalle ospitate, tutte importanti e funzionali all’economia del disco: in Uragano, troviamo alla voce un Paolo Benvegnù assolutamente a suo agio in un pezzo che sembra scritto per lui, mentre in New Songs Are No Good c’è nientemeno che Shawn Lee, cantante, polistrumentista e producer, tra le altre cose collaboratore di Jeff Buckley. Il pezzo in questione è tra i più interessanti, probabilmente perché le influenze travalicano i confini patri per finire direttamente tra le braccia di Queens of The Stone Age e simili. Belle, in maniera differente, Alaska, ballad intensa ed elettrica che dimostra abilità di scrittura non comune, e VJ, pezzo tiratissimo scelto come singolo. Altrettanto convincenti lo stoner rock del brano che dà il titolo al lavoro e la spigolosa Intercapedine, che ricorda molto da vicino gli Scisma più arrabbiati. A chiudere il lotto c’è la riuscita cover doorsiana di Maggie M’Gill, con alle percussioni un Alessandro “Pacho” Rossi turnista d’eccezione già in forze ai Karma (una delle band alle quali i Facciascura devono forse di più).

Ben prodotto e ben suonato, Stile di vita non manca di ottime intuizioni: la sostanza c’è tutta, e i testi non banali rappresentano un breviario convincente per combattere il malessere dettato dal conformismo imperante. Ma il lavoro difetta inevitabilmente di originalità. Fosse uscito anni fa, sarebbe stato di sicuro una piccola pietra miliare della nostra scena alternative. Quello che consigliamo ai Facciascura, dunque, è di uccidere un po’ di idoli e di affrancarsi da modelli ingombranti: esercizio, questo, che nel rock’n’roll ha sempre portato a grandi risultati.  

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