Recensioni

7.3

Ben Ufo non produce musica – lo dice con orgoglio il cofondatore di Hessle Audio – ma si limita a mixarla. Pattern su Ableton e software di produzione, macchinari vari di controllo che non siano piatti e mixer, sono a uso esclusivo di Pangaea Ramadanman e degli altri soci dell’avventura Hessle. Ben Ufo mette i dischi e li fa girare dosandoli sapientemente, trovarlo sul Fabriclive n 67 è una cura zuccherina ai giorni di freddo. Appassiona “MR dj” per come riesce sapientemente a dosare “ritmo pausa basso break” proprio come se fosse una nenia, mantenendo un solfeggio techno di base che consente poi divagazioni verso la techno agli antipodi del garage (consexual anno 1993), Bass, UK Bass, house. Tutte soluzioni stilistiche stupefacenti.

Trovare Matthew Herbert (con una traccia del 1996 inclusa nell ep Part Four) su un remix del Fabric è come invitare Syd Barrett al Festival di Sanremo. Nella sua dj bag trovano spazio, tra gli altri, Mr. Fingers (I’m strong nella versione strumentale, un pezzo datato 1988 che è storia della house), Blawan, Floating Points, Fluxion, tutti perfettamente inseriti, tutti perfettamente incastrati, in una sapiente architettura turntabilistica.

Ventotto tracce che suonano come un unico pezzo, ventisette convincenti e preziosi passaggi sul mixer, perfettamente armonizzati, che proiettano Ben Ufo di diritto insieme a Jackmaster, Shackleton e Photek tra quelli che possono essere definiti come “superior quality” djs

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