Recensioni

A fine anni Novanta, Fabrizio Tarducci aka Fabri Fibra aka Sfiber/Fibroga, da Senigallia, era il nome su cui puntare nell'underground HH italiano. Voce nasale e impastata, immaginario slackerdepresso, rime funamboliche tra slang e nonsense, un primo disco solista – generazionale, Turbe Giovanili (2002) – patrocinato dalle basi di un Neffa già lontano dalla scena. Poi la rottura con il produttore della crew delle origini, Lato, e l'addio all'underground con la svolta Eminemiana del marcissimo Mister Simpatia, sulla Vibra Records di Bassi Maestro. Due anni di pausa e di messa a punto – e di crisi personale (droghe comprese) – e arriva il Tradimento dell'omonimo passaggio alla major Universal, un cambio di rotta in senso bruttamente commerciale segnato dalle basi dell'ex Sottotono Big Fish e da una radicale semplificazione del rappato. Arrivano il clamore mediatico e il successo di massa, grazie a mosse efficaci come i video-tormentone e in generale i testi cattivi – a base di moralismo e insulti – dei pezzi. Fibra diventa un personaggio, un guru, l'idolo dei ragazzini, il bersaglio delle mamme e dei tg. La scena si divide tra odio e rispetto. Passano tre anni e si bissa, anzi si getta il carico, con Bugiardo.
L'interlocutorio Chi vuol essere Fabri Fibra? dello scorso anno è il segnale della stanchezza dell'uomo come personaggio sovraesposto, superintervistato, anomalia dentro il sistema eccetera. E' arrivato il momento del rilancio. Fibra canta su Festa dei Crookers, in coppia con Dargen D'Amico (altro nome di culto dei Novanta reinventatosi nei Duemila con un percorso parallelo e diverso), ma si va sempre più ridisegnando come "artista impegnato": conduce una trasmissione su Mtv in cui "mostra la vita di giovani che vivono situazioni disagiate e socialmente critiche, perlopiù stranieri o meridionali", si dichiara fan di Marco Travaglio, aderisce con entusiasmo al Woodstock a cinque stelle di Beppe Grillo.
Ad anticipare Controcultura, esce Quorum, web album in free download con dieci pezzi veloci dove accanto al solito carosello anti-italico e agli ormai rodati tocchi eminemiani – anche nelle basi – Fibra riscopre finalmente il piacere delle strofe. Fa autoanalisi nella title track, più lucidamente del solito: "Ho un piede nel successo e l'altro nella fossa […] Incastri che per te non hanno un senso, era dieci anni fa […] Faccio un ragionamento, faccio un peggioramento e vendo per magia. Su in regia, non capite, era tutta una strategia, a casa mia scrivo in camice bianco come in farmacia".
Controcultura segue questa scia e va subito detto che moltissime strofe spaccano e spaccano anche un casino, con un recupero pieno del gusto della rima e del gioco di parole. Parata infinita di produttori (Fish, Marco Zangirolami, Crookers e tanti altri) e basi meno tamarre e più grimey del solito. I contenuti sono sempre quelli: individualismo, schizofrenia, tristezza generazionale, società di plastica, televisione, la scena, nomi e cognomi (Noemi Letizia, Marco Carta), delitti di cronaca. Su tutto però, magari non per quantità ma per efficacia, vince il lato autoriflessivo, quello più interessante adesso che il Fibra moralista è definitivamente uscito allo scoperto, si veda il pezzo con ospite Dargen, quasi un mea culpa: "Non ricordo più quando eravamo bravi […] Tanto l'originalità prima o poi la perdiamo tutti […] noi che facevamo belle lettere, belle rime Fabri, ora che fanno schifo facciamoci almeno le letterine"; "Sono un insensibile, come un insensitivo che prende i soldi alle persone che stanno male. Anche io faccio così, con le mie canzoni anche se ne prendo pochi […] ed è una bellissima insensazione essere qui in questo disco di Fabri che sarà quello che venderà meno in assoluto". Dice Fabri: "M'hanno creato a tavolino come un robot di plastica […] che all'improvviso rompe i giocattoli e fa un casino".
Oltre tutto, oltre l'incazzatura, le parolacce, l'impegno, le belle strofe, i brutti incisi cantati, le basi ampiamente migliorabili, la sensazione del capolinea. E' un mezzo homecoming? Con queste carte sul tavolo non sappiamo proprio come e quando finirà la partita…
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